Terapie per la degenerazione maculare umida (neovascolare)

Negli Stati Uniti, circa dieci anni or sono, in pazienti affetti da degenerazione maculare che utilizzavano un farmaco per il trattamento del cancro del colon (Avastin), notarono un miglioramento della funzione visiva. Si provò ad iniettare l’Avastin direttamente all’interno dell’occhio ed i risultati furono a dir poco sorprendenti, la bassa visione anche distorta ritornava ad essere quasi del tutto normale. Sono partiti centinaia di studi in tutto il mondo con migliaia di punture intrabulbari che portavano alla stessa conclusione: il netto miglioramento del visus. Il farmaco usato con punture all’interno dell’occhio è definito “off-label” nel senso che sul foglietto illustrativo è scritto che va usato nei tumori del colon. Per questo motivo la terapia con Avastin (dopo quasi dieci anni di trattamento) è stata in un primo tempo vietata dal Ministero e dalla Agenzia del farmaco e poi autorizzata in alcuni casi nella cura della maculopatia. E’ stata di nuovo vietata con gran disappunto tra gli oculisti e pazienti. L’alternativa è quella di utilizzare farmaci “on-label” approvati da Aifa e quindi dal Ministero (Lucentis, Macugen) che hanno un costo 50-60 volte superiore rispetto all’Avastin ma, come dimostrato da centinaia di studi Internazionali, con la stessa efficacia di quest’ultimo. All’estero l’Avastin è attualmente utilizzato per la cura della degenerazione maculare umida. farmaci-avastin-lucentisMacugenNegli Stati Uniti si inietta sistematicamente ogni mese per periodi anche lunghi (anni). In Italia la terapia è più elastica nel senso che ci facciamo guidare dall’esame OCT e si inietta quando la lesione è attiva. E’ stata messa sul mercato l’Eylea, una nuova sostanza, valida come le altre ma ha il vantaggio di allungare il tempo (raddoppio) tra due iniezioni. Attualmente si utilizza nei casi resistenti agli altri farmaci (non-responders), ma sarà possibile, se i risultati sono positivi, come pubblicato negli Stati Uniti, usarla in sostituzione delgli altri farmaci. Esistono anche terapie con farmaci in avanzata fase di sperimentazione:

  • Fovista della Ophthotech, sembrerebbe molto più attivo nella terapia della degenerazione maculare umida. In studi associato al Lucentis pare dia risultati nel 60-65% migliori alla monoterapia con solo Lucentis.
  • Pazopanib della Glaxo, usato in compresse blocca la formazione di neovasi. Si sta sperimentando anche l’uso in collirio, ma è ancora presto valutare i risultati.
  • Resveratrol, sostanza contenuta nel vino rosso, ritarda o impedisce la comparsa di neovasi. Sono in corso studi clinici per valutarne l’efficacia e la dose di attacco.

Purtroppo non tutti i pazienti reagiscono bene all’iniezione intrabulbare di queste sostanze (non-responders), altri dopo una buona risposta iniziale, non rispondono più bene alla terapia per un problema di tachifilassi. In questi casi si prova:

  • Cambiare farmaco
  • Associare il farmaco alla terapia fotodinamica
  • Aumentare il dosaggio dei farmaci
  • Associare i farmaci tra loro (Lucentis+Eylea; anti VEGF+terapia fotodinamica+triamcinolone).

La cautela da parte dell’Oculista è quella di evitare punture “inutili” (anche se rari si verificano effetti collaterali), ma bisogna stare attenti perché un sottodosaggio porta inevitabilmente ad un completo fallimento di tutta la cura.

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