Uveiti

La parola uveite è un termine descrittivo che definisce l'infiammazione intraoculare dell'uvea.
Questo termine viene comunemente utilizzato per definire anche infiammazioni che riguardano altre strutture oculari oltre all'uvea vera e propria (sclera, cornea, retina ecc) ma che vengono incluse nelle "uveiti".

Introduzione

uveiteIl problema fondamentale dell'uveite è la diagnosi etiologica che va affrontata con un metodo d'indagine rigoroso.
Per eseguirlo ogni oculista segue un proprio iter mentale che tuttavia si basa su dei principi uguali per tutti:

  • Anamnesi Generale
  • Visita ed Anamnesi Oculistica
  • Ipotesi diagnostica
  • Richiesta di Esami Diagnostici
  • Terapia
  • Rivalutazione Diagnostica e Terapeutica

Anamnesi Generale:

L'anamnesi generale deve essere accuratissima ed allo scopo di non dimenticare alcun dettaglio vengono proposti dei questionari molto dettagliati che il paziente dovrebbe compilare prima della visita oculistica.
Questa accuratezza, che allo stesso paziente può sembrare eccessiva, è invece indispensabile per poter evidenziare sintomi o segni di patologie d'organo correlabili all'uveite.

Visita ed Anamnesi Oculistica

La visita oculistica inizia con la raccolta dell'anamnesi oculare completa e sulla dettagliata ricostruzione storica dell'episodio uveitico e di eventuali altri pregressi problemi oculistici.
I sintomi principali di una uveite sono variabili come intensità e durata in funzione della sede e dell'intensità dell'infiammazione. I sintomi più importanti sono il dolore, la fotofobia, la lacrimazione, il calo dell'acuità visiva e la visione di corpi mobili vitreali.
Dopo la valutazione della massima acuità visiva, si prosegue con un attento esame obiettivo alla lampada a fessura che consentirà di raccogliere dati importanti sulle strutture oculari esterne (congiuntiva, cornea e sclera) eventualmente coinvolte dall'infiammazione.
Congiuntiva: La presenza di "rossore congiuntivale" deve essere distinta tra l'iperemia congiuntivale superficiale tipica delle congiuntiviti (fini vasi congiuntivali dilatati) dall'iniezione pericheratica determinata dalla vasodilatazione dei vasi profondi (violacei) caratteristica delle uveiti.
Cornea: La cornea può essere la sede di partenza di infezioni acute e croniche dell'occhio (cheratiti, cheratouveiti ecc.) e/o la sede in cui i prodotti dell'infiammazione intraoculare, precipitati cheratici, si vanno a depositare.
La distribuzione, le dimensioni, l'età di questi precipitati corneali danno numerose informazioni utili all'inquadramento diagnostico.
Sclera: Il guscio sclerale può essere partenza di processi infiammatori gravi che lo colpiscono direttamente (sclerite) o meno gravi che interessano la membrana episclerale che lo ricopre (episclerite).
Successivamente si valutano, sempre alla lampada a fessura, le strutture interne della parte anteriore dell'occhio (camera anteriore, iride e cristallino).
Camera anteriore: L'uveite determina in camera anteriore la presenza di prodotti dell'infiammazione, cellule e proteine, che vanno quantificate durante ogni visita allo scopo di graduare lo stato dell'infiammazione.
Iride: L'iride è spesso sede di processi infiammatori granulomatosi (noduli di Koeppe e di Busacca), di esiti di infezioni o infiammazioni (atrofia o eterocromia) e/o di sinechie post-infiammatorie con il cristallino.
Cristallino: Il cristallino può presentare opacità legate alle caratteristiche specifiche di quella forma di uveite o causate dalla terapia cronica con steroide topico o sistemico.
Sempre alla lampada a fessura ed utilizzando delle lenti apposite, dopo dilatazione massima della pupilla con gocce midriatiche, si valutano le strutture interne oculari (corpi ciliari e pars plana, vitreo, coroide, retina, vasi retinici e papilla ottica).
Corpi Ciliari e Pars Plana: Questa è la sede dell'uveite intermedia ed è valutabile solo con pupilla dilatata e con una lente speciale alla lampada a fessura. Si possono apprezzare, a livello vitreale, degli essudati rotondi (snow ball) o placoidi (snow banks) e dei segni di vasculite retinica periferica.
Vitreo: La comparsa nel gel vitreale di cellule infiammatorie, di briglie fibrose ed essudazioni può essere primitiva (vitreite) o secondaria ad un'infiammazione del segmento posteriore dell'occhio.
Coroide: L'infiammazione della coroide (coroidite) è caratterizzata da chiazze giallastre sottoretiniche a margini netti. La retina soprastante la lesione può rimanere indenne o partecipare in un secondo tempo all'infiammazione (corioretinite).
Retina: L'infiammazione retinica (la retinite) è caratterizzata da un'area di sbiancamento retinico a margini non ben definiti con vasculite retinica associata.
Se l'infiammazione interessa anche la coroide si parlerà di retinocoroidite. Una grave forma di uveite essudativa può portare al distacco di retina con grave compromissione della vista.
In altre forme di uveite posteriore si ha invece la formazione secondaria di neovasi sottoretinici maculari che vanno a complicare patologie infiammatorie croniche.
Vasi Retinici: La vasculite è l'infiammazione delle pareti vascolari del circolo retinico sia venoso (flebite) che arterioso (arterite). I vasi si presentano lungo il loro decorso delle infiltrazioni biancastre.
La vasculite può presentarsi da sola o secondariamente a patologie della retina e della coroide.
Papilla Ottica: La papilla ottica può essere interessata direttamente da un processo infiammatorio (papillite) o da una sua infiltrazione di tessuto granulomatoso.
Altre alterazioni della papilla ottica possono essere secondarie ad ipotonia bulbare post-uveitica (edema della papilla ottica), ad un papillare diretto (atrofia della papilla ottica).

Ipotesi diagnostiche:


uveite2L'oculista dopo aver eseguito l'anamnesi generale, l'anamnesi oculare e la valutazione clinica del paziente, ha in mano un insieme di dati preliminari importanti a cui devono essere rielaborati ed incrociati tra di loro allo scopo di cominciare a formulare delle ipotesi diagnostiche.
Inizialmente bisogna cercare di classificare l'uveite in funzione dei parametri obiettivi ed anamnestici raccolti.
Le uveiti vengono classificate utilizzando dei parametri differenti: anatomici, clinici, etiologici o anatomopatologici.
Nessuno di questi soddisfa completamente le necessità d'inquadramento diagnostico ma ognuna di queste classificazioni consente all'oculista di perseguire la difficile arte della diagnosi differenziale.
Classificazione clinica: Sulla base dei tempi di insorgenza della malattia oculare l'uveite può essere suddivisa in acuta (primo episodio di durata inferiore alle 6 settimane) o cronica (durata superiore ai 6 mesi).
Inoltre possiamo definire la gravità dell'uveite come lieve, media o grave. Inoltre dobbiamo valutare se l'uveite è monolaterale o bilaterale.
Classificazione patologica: La divisione clinica delle uveiti dal punto di vista patologico in granulomatose e non granulomatose non è semplice e si basa sul rispetto di alcuni parametri clinico anamnestici.
La forma granulomatosa è in genere un uveite che inizia in maniera insidiosa ed è tendenzialmente cronica.
Anatomicamente le lesioni caratteristiche sono i precipitati corneali a grasso di montone e l'eventuale presenza di lesioni nodulari al segmento posteriore dell'occhio.
Le forme non granulomatose sono in genere uveiti acute, di breve durata caratterizzate soprattutto da dolore e rossore oculare. I precipitati corneali sono piccoli e l'interessamento al segmento posteriore è diffuso.
Classificazione anatomica: Le uveiti, da un punto di vista anatomico, vengono divise in tre gruppi principali in funzione della parte anatomica interessata dall'infiammazione o infezione che sia.
Distinguiamo quindi le uveiti anteriori, le intermedie e le posteriori.
Le uveiti sono definite "anteriori" quando si ha l'interessamento patologico del segmento anteriore dell'occhio (cornea, iride, corpi ciliari). In particolare si può definire irite se colpisce solo l'iride ed irido ciclite quando vi è un interessamento dell'iride e dei corpi ciliari.
La cheratite riguarda invece solo l'infiammazione della cornea.
Le uveiti vengono definite "intermedie" quando l'infiammazione colpisce la parte posteriore dei corpi ciliari e l'estrema periferia retinica, detta pars plana.
Le uveiti sono definite "posteriori" quando l'infiammazione è localizzata nel segmento posteriore dell'occhio.
In particolare a secondo della localizzazione iniziale dell'infezione si può parlare di retinite, retinocoroidite, corioretinite o coroidite.
Infine si parla di "panuveite" quando la flogosi interessa contemporaneamente tutti i segmenti del bulbo oculare.
Classificazione etiologica: La prima fondamentale suddivisione da eseguire è tra "uveite infettiva" e "uveite non infettiva".
Questa prima e difficile suddivisione è determinante per la scelta terapeutica.
Le forme infettive sono secondarie all'impianto di germi dall'esterno (forme esogene) o dall'interno (forme endogene). Queste ultime possono essere secondarie ad infezioni sistemiche o locali di virus, batteri, funghi e parassiti.
Tra le forme non infettive (forme endogene) esistono uveiti secondarie ad artriti e malattie granulomatose.
Altre forme di uveiti non infettive riguardano le forme "idiopatiche" sia quelle inquadrabili in una sindrome specifica sia quelle non inquadrabili in nessuna sindrome (25% del totale).

Richiesta di esami strumentali:

Gli esami strumentali ed ematologici verranno richiesti in maniera mirata e molto selettiva sia per motivi economici sia perché una pletora di esami inutili può fuorviare la diagnosi differenziale.
Bisogna sempre ricordare che lo scopo per cui si richiedono ulteriori esami strumentali è quello di avvalorare o meno le ipotesi diagnostiche precedentemente formulate.
Gli esami vengono anche richiesti allo scopo di valutare la fattibilità di alcune terapie sistemiche.
Gli esami minimi iniziali sono: Emocromo con formula, Funzionalità epatica, Funzionalità renale, VES.
A questi vanno aggiunti esami più specifici che la storia clinica del paziente e la valutazione oculistica indicano come utili approfondimenti (ANA, Ac. Anticardiolipina, ANCA, Fattore reumatoide, ACE, Tipizzazione HLA totale, Test cutanei per TBC, Biopsie congiuntivali, Biopsie ghiandole lacrimali, PCR su acqueo e vitreo, RX torace RX articolazioni sacro iliache, Scintigrafia al Gallio ecc.).
Altri esami di approfondimento e documentazione riguardano l'aspetto prettamente oculistico della patologia (Fluorangiografia retinica, Angiografia retinica con verde indocianina, Tomografia ottica a radiazione Coerente, Ecografia oculare, Perimetria computerizzata ecc.).
Quindi l'oculista personalizzerà le richieste di accertamenti sulla base di una prima classificazione eseguita (manifestazioni iniziali di uveite, uveite anteriore ricorrente, uveite intermedia, uveite posteriore, retinite, vasculite, sclerite) e solo successivamente ne richiederà degli altri se necessari.

Terapia:

Se il paziente è acuto o con grave rischio di perdita di visus la terapia deve essere iniziata immediatamente.
Mentre nel caso di forme croniche o a lenta evoluzione si possono attendere i risultati delle indagini strumentali o degli esami ematologici iniziali.
Prima di iniziare ogni trattamento bisogna porsi l'obiettivo da raggiungere ed il tempo in cui si pensa ragionevolmente di ottenerlo.
Gli obiettivi possono essere così riassunti: Guarigione completa, scomparsa dall'infiammazione, terapia o profilassi dell'EMC, riduzione del numero delle recidive (profilassi). Un altro parametro da valutare è la necessità del trattamento che si basa sul grado di infiammazione, sulla localizzazione della lesione, sull'acuità visiva e sulla prognosi.
La scelta di eseguire immediatamente o no un trattamento dipenderà dal grado di infiammazione, dal grado di infiammazione.
La scelta della terapia si basa sulla precedente terapia eseguita, sul numero di recidive, sulla mono o bilateralità delle lesioni, sull'età del paziente e sulla sua compliance, sulla possibilità di poter seguire il paziente e sugli effetti collaterali dei farmaci da usare.

Rivalutazione diagnostica e terapeutica:

La rivalutazione del paziente e la rimessa in discussione della diagnosi iniziale è un aspetto importante dell'approccio all'uveite.
Una critica lettura degli esami richiesti, dei risultati terapeutici ottenuti, dell'ipotesi diagnostica iniziale devono essere sempre eseguiti ad ogni visita di controllo senza essere condizionati da diagnosi precedentemente eseguite.

Uveiti posteriori

Questo gruppo di uveiti si manifesta con lesioni della coroide e del complesso EPR-coriocapillare.
Alcune sono patologie infiammatorie, altre patologie infettive e quasi sempre associate ad altre manifestazioni oculari ed extraoculari.
I processi infiammatori che interessano la retina difficilmente rimangono localizzati nel tessuto primariamente affetto ma diffondono nelle strutture vicine determinando un’uveo-retinite.
Si parla pertanto di retino-coroidite quando una primitiva retinite interessa secondariamente la sottostante coroide e viceversa di corio-retinite quando una primitiva flogosi della coroide interessa secondariamente la retina.
Secondo la più attuale classificazione proposta dal SUN le uveiti posteriori possono essere divise in:

  • Coroiditi focali, multifocali, diffuse
  • Corioretiniti
  • Retinocoroiditi
  • Retiniti
  • Neuroretiniti

Un modo schematico per approcciarsi alla diagnosi di uveite posteriore può essere la suddivisione delle manifestazioni cliniche oculari in base alla localizzazione della lesione o dell’infiammazione:

  1. U. posteriori con coinvolgimento predominante del vitreo
  2. U. posteriori con coinvolgimento predominante della retina superficiale
  3. U. posteriori con coinvolgimento predominante della retina profonda e/o della coroide con aspetto focale o multifocale
  4. Neuroretiniti

1. Uveiti posteriori con coinvolgimento predominante del vitreo

Toxoplasmosi

La malattia può essere congenita (trasmissione transplacentare) con localizzazione oculare solitamente bilaterale o acquisita per ingestione di oocisti o cisti tessutali (trasmissione oro-fecale).

 uveiti fig1

Clinica: la reazione cellulare vitreale sovrastante il focolaio retinico (solitamente satellite di una lesione cicatriziale) può essere molto marcata (quadro di faro nella nebbia) (Fig. 1a). L’assenza di cellule infiammatorie nel vitreo posteriore è sempre un elemento di esclusione nella diagnosi di retinocoroidite toxoplasmica in fase attiva.
Diagnosi:

  • Sierologia con valore limitato, possibile la ricerca anticorpi in umor acqueo (elevata sensibilità) e/o l’impiego della PCR (alta specificità).
  • FAG: leakage a livello del focolaio attivo, ipofluorescenze satelliti (75%) della lesione attiva (Fig. 1b).

Candidosi

uveiti fig2Tossicodipendenza, AIDS, terapia sistemica prolungata, nutrizione parenterale sono le condizioni più comuni che predispongono ad infezioni micotiche opportunistiche.
Infezioni esogene possono svilupparsi dopo chirurgia intraoculare ma più rare e meno aggressive rispetto alle forme endogene [32].
Clinica: monolaterale/bilaterale, lesioni bianco-giallastre cotonose, che attraversano la limitante interna e invadono la camera vitrea. Inizialmente i mezzi diottrici sono limpidi ma l’evoluzione verso l’endoftalmite è la regola (Fig. 2).
Diagnosi:

  • prevalentemente anamnestico-clinica; vitrectomia diagnostica con striscio e/o coltura vitreale.

Toxocariasi

Colpisce soprattutto giovani con un range compreso tra i 2 e i 30 anni [33].

Clinica:
endoftalmite, granuloma corioretinico maculare o posteriore; granuloma corioretinico periferico con trazioni vitreo-retiniche (Fig. 3).

uveiti fig3 Diagnosi:

  • Sierologia (titolo positivo >1:32), aumento IgE, ipereosinofilia, ricerca anticorpi in UA/vitreo con test ELISA [34].

Sindrome di Whipple

E’ caratterizzata da coinvolgimento intestinale e neurologico, artrite monoarticolare e linfadenopatia.
Clinica: opacità vitreali (tipo “more bianche”), vasculite e papilledema.
Diagnosi:

  • VTK diagnostica,
  • biopsia intestinale.

2. Coinvolgimento principale della retina superficiale

Toxoplasmosi

Vedi sopra.

Endoftalmite da Candida

Vedi sopra.

Malattia di Behçet

uveiti fig4

Colpisce prevalentemente giovani adulti tra la 3°-4° decade; M>F; più diffusa nel bacino del Mediterraneo e Giappone.
Clinica: afte orali (98%), afte genitali, disturbi articolari, disturbi vascolari (tromboflebiti, occlusioni), disturbi neurologici. Le manifestazioni oculari posteriori caratteristiche comprendono vasculite occlusiva (89%) venosa e arteriosa con emorragie ed essudati, coroidite, corioretinite. Può associarsi a diffusa vitreite (Fig. 4).
Diagnosi:

  • HLA-B51
  • FAG: vasculite retinica e leakage papillare e peripapillare (negli stadi precoci della malattia)

Retinite da Herpes (ARN, Acute Retinal Necrosis)

uveiti fig5Quadro clinico drammatico che colpisce adulti con stato immunitario indifferente (interessa anche immunocompetenti), diversamente dalla PORN dove i pazienti sono quasi sempre immunodepressi [35].
Clinica: focolai giallo-bianchi profondi a margini netti, tipicamente periferici negli stadi iniziali (Fig. 16) e che confluiscono progressivamente verso il polo posteriore; vasculite occlusiva essudativo-emorragica. Si può associare un’importante reazione infiammatoria granulomatosa in camera anteriore con ipertono ed una vitreite da moderata a severa.
E’ frequente un distacco retinico essudativo dopo 4-6 settimane dall’esordio della malattia.
Diagnosi:

  • gli esami supportano la diagnosi che è prevalentemente clinica.
  • Utile la PCR sull’umore acqueo per la ricerca di HZV, HSV 1-2 (CMV?, EBV?) [36].
  • Test HIV.
  • sierologia sifilide.

Retinite da CMV

uveiti fig6Colpisce soggetti immunodepressi (fattore di rischio linfociti T CD4 < 50 cell/mm³, non terapia HAART). Può essere la prima manifestazione di AIDS nel 2% dei casi [37].
Clinica: inizia tipicamente con uno o due foci lungo i vasi con essudati intraretinici ed emorragie sul bordo della lesione. Si può associare a vasculite occlusiva mentre la reazione vitreale è modesta (Fig. 6).
L’evoluzione delle lesioni consiste in aree grigie inattive o cicatrici gliotiche trasparenti.
In pazienti che iniziano la HAART con preesistente retinite attiva, è possibile un fenomeno definito IRU (“immune ricovery uveitis”) ovvero una reazione infiammatoria importante che può essere un fenomeno transitorio o che può protrarsi con complicanze croniche.
Diagnosi:

  • test HIV,
  • sierologia CMV.

In casi non responsivi alla terapia si esegue PCR su campioni biologici.

Sarcoidosi retinica

E’ possibile un esordio acuto (S. di Lofgren), subacuto, insidioso (S. di Heerfordt-Waldenstrom). Età 20-40 anni.

uveiti fig10

Clinica: le lesioni del segmento posteriore, di solito monolaterali in fase acuta, colpiscono il 25% dei pazienti [38] con sarcoidosi oculare. Le manifestazioni a livello del segmento posteriore sono: vitreite, corio-retinite con spots bianchi rotondeggianti multipli inferiori, periflebite principalmente venosa a “gocce di cera”, occlusioni vascolari, neovascolarizzazione retinica, essudati vitreali basali a palla di neve o a collana di perle (pars planite), papilledema e granuloma della testa del nervo ottico (Fig. 7). Diagnosi:

  • ACE, lisozima, Mantoux, Rx torace, scintigrafia Ga67, biopsia del granuloma.
  • FAG + ICGA: il verde indocianina è importante per identificare lesioni coroideali subcliniche che appaiono come spots ipofluorescenti nelle fasi intermedie e diventare iso o restare ipofluorescenti nelle fasi tardive.

TBC retinica

uveiti fig8Colpisce prevalentemente immunodepressi e immigrati da aree endemiche. Interessa solo l’1.4% dei pazienti con malattia in fase attiva.
Clinica: da vitreite di basso grado fino a vitreite importante con snowballs nel settore inferiore (pars planite); tubercoli coroideali singoli o multipli grigio-biancastri (Fig. 8 a-b) e periflebite sia periferica sia dei grossi vasi.
Diagnosi:

  • PPD
  • FAG + ICGA: l’utilizzo del verde indocianina è importante per identificare lesioni subcliniche; le lesioni possono presentarsi come spots ipofluorescenti nelle fasi intermedie e diventare iso o restare ipofluorescenti nelle fasi tardive. Altri segni all’ICGA, indicanti una fase acuta, sono piccole lesioni iperfluorescenti dette pin-points e l’iperfluorescenza coroideale tardiva [39].

3. Coinvolgimento predominante della retina profonda e/o della coroide

Retinocoroidite da Toxoplasma

Vedi sopra

Sarcoidosi

Vedi sopra

TBC

Vedi sopra

Sifilide

Sono colpiti soggetti che hanno rapporti sessuali a rischio. Si presenta con lesioni cutanee (rash maculo-papuloso mani e piedi) e manifestazioni neurologiche (sifilide terziaria). Clinica: coroidite diffusa, corioretinite, vasculite (soprattutto periflebite) ed emorragie preretiniche. Può coesistere un’importante vitreite.
Evolve in estese cicatrici corioretiniche con intensa migrazione pigmentaria. Diagnosi:

  • Clinica
  • VDRL e FTA-ABS
  • Richerca HIV
  • Esame liquor in HIV+

Corioretinopatia tipo “birdshot”

Età media 50 anni, vitiligine.
Clinica:solitamente bilaterale, cellularità lieve o moderata in camera vitrea, spots corioretinici ovali color crema o depigmentati senza aree di iperpimentazione retroequatoriali, edema maculare cistoide, restringimento arteriolare, edema della testa del nervo ottico.
Diagnosi

  • HLA-A29 (sensibilità del 96% e specificità del 93%) [40].
  • FAG: si evidenzia un’ipofluorescenza precoce e un’iperfluorescenza tardiva delle chiazzette (Fig. 9).uveiti fig9
    E’ comune l’iperfluorescenza del nervo ottico.
  • ICGA: lesioni ipofluorescenti precoci (per occlusione dei vasi arteriosi coroideali), iperfluorescenti nei tempi tardivi.
  • ERG: anomali.

Sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada

Interessa soggetti intorno alla 3°-4° decade, più frequentemente giapponesi e ispano-americani e più spesso di sesso femminile. Le manifestazioni sistemiche sono: disturbi neurologici (atassia e confusione) e uditivi, poliosi delle ciglia, vitiligine, madarosi e alopecia negli stadi più avanzati. Clinica: coinvolgimento bilaterale, sollevamento corioretinico peripapillare (Fig. 10a), distacchi multipli sierosi retinici, edema della testa del nervo ottico, depigmentazione della coroide negli stadi più avanzati della malattia (fundus con aspetto “a tramonto infuocato”) con cicatrici corioretiniche multiple.

uveiti fig7

Diagnosi:

  • FAG: precoci iperfluorescenze multiple a livello dell’EPR, staining del fluido sottoretinico nelle fasi tardive
  • ICGA: ipofluorescenza intermedia e iperfluorescenza tardiva
  • Esame liquor cefalorachidiano (pleiocitosi)
  • Esame audiometrico.

AMPPE (Acute multifocal placoid pigment epitheliopathy)

I pazienti colpiti sono generalmente giovani o di mezza età (20-50 anni), senza predilezione di sesso.
Le manifestazioni oculari sono precedute da prodromi virali.

uveiti fig11

Clinica: lesioni spesso bilaterali placoidi giallo-crema disseminate al polo posteriore; possono concomitare distacchi sierosi retinici. Il vitreo può essere modestamente corpuscolato.

Diagnosi

  • FAG: lesioni ipofluorescenti negli stadi iniziali, iperfluorescenti negli stadi tardivi (Fig. 11 a-b)
  • ICGA: placche ipofluorescenti ai tempi precoci, intermedi e tardivi [41] e [42] sia nella fase attiva sia nella fase cicatriziale (Fig. 11 c-d))
  • ERG e EOG: variabili [43].

MEWDS (Multiple White Dot Syndrome)

uveiti fig12La maggior parte dei pazienti è di sesso femminile, con un’età media di 30 anni. Talvolta la malattia si associa a prodromi virali.
Clinica: monolaterale 90%, cellularità vitreale modesta, lesioni molto piccole bianche granulari al polo posteriore interessanti la retina profonda e l’EPR. Diagnosi:

  • ERG e EOG: anomali
  • FAG: spots iperfluorescenti precoci e tardivi, leakage disco ottico
  • ICGA: caratteristica ipofluorescenza precoce e tardiva (Fig. 12)

Coroidite serpiginosa o a carta geografica

I pazienti colpiti sono adulti di età compresa tra i 40 e 50 anni. Non c’è predilezione di sesso. Clinica: presentazione bilaterale, coinvolge coriocapillare e EPR, con lieve cellularità vitreale; le lesioni grigiastre ed edematose partono dal nervo ottico con andamento centrifugo, pseudopodale, in tutte le direzioni ed esitano in cicatrici atrofiche corioretiniche.
Diagnosi

  • FAG: ipofluorescenza precoce, con iperfluorescenza tardiva ai bordi della lesione (staining) (Fig. 13 b)
  • ICGA: ipofluorescenza lungo tutte le fasi dell’esame (Fig. 13 c)
uveiti fig13

PIC (Punctate inner choroidopathy)

Interessa giovani donne sane, solitamente miopi. Clinica: bilaterale, assente cellularità vitreale, piccole opacità giallastre al polo posteriore localizzate al di sotto dell’EPR, con evoluzione cicatriziale.
Diagnosi:

  • FAG: ipofluorescenza precoce, con aumento della fluorescenza nella fasi tardive
  • ICGA: spots ipofluorescenti.

Coroidite multifocale

Colpisce donne giovani (età media 30 anni) e solitamente miopi. Clinica: bilaterale 80%, cellularità vitreale costante, numerosi spots gialli o grigi in regione peripapillare o in media periferia. Tali lesioni esitano in cicatrici corioretiniche.

Diagnosi

  • ERG e EOG: nella norma
  • FAG: iperfluorescenza precoce dei bordi della lesione, staining tardivo della parte centrale
  • ICGA: spots ipofluorescenti (Fig. 14)uveiti fig14

Neuroretinite diffusa subacuta monolaterale

uveiti fig15Consegue ad infestazione da parte di nematodi ed è diffusa nel Sud-Est degli Stati Uniti, nei Caraibi e in America latina.
Clinica: essudazione vitreale, piccoli focolai retinici profondi e periferici (Fig. 15), edema papillare.

Diagnosi:

  • FAG: spots ipofluorescenti, leakage nervo ottico, staining tardivo
  • ERG: anomalo

Epitelite retinica acuta

Colpisce solitamente giovani in età compresa tra 20-50 anni, in buona salute. Clinica: piccole chiazze grigio scuro maculari; si può associare una modesta vitreite. Diagnosi:

  • FAG: spots ipofluorescenti circondati da alone iperfluorescente
  • ERG normale, EOG anomalo nella fase acuta

Riportiamo di seguito una tabella riassuntiva dei quadri principali di uveite posteriore:

uveiti fig16
Altro in questa categoria: « Glaucoma Occhio Secco »

Prenotazioni

Prenota la tua visita o richiedi informazioni in merito presso:
  • Studio Privato - Via Feudo, 127 - Riccia (CB) - Tel. 0874716588
  • Coop. Medicina Futura - Viale Appennini, 71 - Lucera (FG) - Tel. 0881530067
  • Centro Oculistico Laurelli - Via Principe di Piemonte, 98 - Campobasso - Tel. 0874310242
  • Studio - Via Beviera, 4 - San Marco dei Cavoti (BN) - Tel. 0824984262